La Lupa capitolina in bronzo con i gemelli Romolo e Remo, simbolo della fondazione di Roma
La Lupa capitolina in bronzo con i gemelli Romolo e Remo, simbolo della fondazione di Roma — foto: Unknown artistUnknown artist · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il 21 aprile Roma festeggia se stessa. Non è una ricorrenza inventata di recente per il turismo: il Natale di Roma affonda le radici in una tradizione antichissima e sopravvive oggi sotto forma di rievocazioni, cortei e iniziative culturali diffuse in tutta la città. Per chi si trova in visita in quei giorni è l'occasione di vedere i romani celebrare la propria origine con un misto di serietà storica e spettacolo popolare.

Una data che arriva da un calcolo antico

La tradizione fissa la fondazione della città al 21 aprile del 753 a.C. La data non nasce da un documento dell'epoca, ma da una ricostruzione erudita di età romana: fu l'antiquario Marco Terenzio Varrone, nel I secolo a.C., a proporre il computo che poi si impose e che venne usato per contare gli anni ab Urbe condita. Altri autori antichi avevano indicato anni leggermente diversi; la versione varroniana è quella che ha attraversato i secoli.

La scelta del 21 aprile non fu casuale. In quel giorno si celebravano i Parilia, una festa pastorale dedicata alla divinità Pale, protettrice delle greggi, con riti di purificazione degli animali e dei recinti e con falò che i pastori saltavano. Legare la nascita della città a una festa già esistente significava radicarla nel mondo agricolo e pastorale da cui Roma proveniva davvero.

Romolo, Remo e il colle che scelsero

Il racconto della fondazione è noto: i gemelli Romolo e Remo, abbandonati sul Tevere, salvati e allattati da una lupa, cresciuti tra i pastori e infine decisi a fondare una città nel luogo in cui erano stati raccolti. La leggenda vuole che i due si dividessero sulla collina da scegliere e che l'esito fosse affidato agli auspici, cioè al volo degli uccelli; la disputa finì con la morte di Remo e il nome della città andò a Romolo, che tracciò il solco delle mura sul Palatino.

La parte interessante è che l'archeologia, pur senza confermare la leggenda, ha trovato sul Palatino tracce di abitati in capanne databili all'età del Ferro, cioè proprio all'orizzonte cronologico che la tradizione indicava. Non è la prova dell'esistenza di Romolo, ma è la conferma che il colle era abitato molto presto. Il gruppo bronzeo della Lupa capitolina, conservato ai Musei Capitolini, resta l'immagine con cui la città continua a raccontarsi.

Rievocazioni, cortei e accampamenti

Da diversi decenni le celebrazioni del 21 aprile sono animate da gruppi di rievocazione storica, che nei giorni intorno alla data mettono in scena parate in costume, accampamenti didattici, dimostrazioni di tecniche militari e gladiatorie, cerimonie ispirate ai riti antichi. Le aree coinvolte sono in genere quelle monumentali, dal Circo Massimo alla via dei Fori Imperiali, con un corteo che attraversa il centro archeologico e richiama migliaia di spettatori.

Il programma non è identico ogni anno: cambiano i percorsi, le associazioni coinvolte, gli orari e talvolta le aree autorizzate, e alcune iniziative richiedono biglietto mentre altre sono a ingresso libero. Chi vuole assistere alla parata fa bene a informarsi in anticipo sui canali del Comune di Roma e sui siti delle associazioni organizzatrici, e a considerare che intorno al percorso vengono istituite chiusure temporanee al traffico.

Musei, aperture e iniziative in città

Il Natale di Roma non è solo rievocazione. Nelle diverse edizioni l'amministrazione ha accompagnato la ricorrenza con aperture straordinarie, ingressi agevolati o gratuiti in alcuni musei civici, visite guidate ai siti archeologici, conferenze e spettacoli serali, oltre a illuminazioni speciali di edifici simbolo come il Campidoglio. Anche le istituzioni culturali statali propongono spesso un programma dedicato.

Poiché queste iniziative variano di anno in anno per contenuto, durata e condizioni di accesso, l'unico modo sensato per orientarsi è consultare il calendario ufficiale pubblicato dal Comune di Roma nelle settimane precedenti e, per i siti archeologici, i portali dei rispettivi enti gestori. Le prenotazioni, quando previste, si esauriscono in fretta.

Come viverlo senza correre

Il 21 aprile cade in un periodo in cui Roma è già piena: la primavera porta con sé una delle stagioni più affollate dell'anno e il centro archeologico è sotto pressione. Conviene concentrarsi su una o due iniziative invece di rincorrere il programma intero, arrivare presto sul posto e prevedere spostamenti a piedi, perché le chiusure rendono lenti i mezzi di superficie.

Alloggiare in Prati, in una zona centrale ma non compresa nella ZTL, semplifica la logistica: si può arrivare in auto fino al portone e poi raggiungere il centro con la linea A della metropolitana dalla vicina fermata Cipro, evitando del tutto il problema dei varchi e dei parcheggi nell'area monumentale.

Nei giorni delle rievocazioni la viabilità del centro archeologico cambia con ordinanze pubblicate spesso a ridosso dell'evento: prima di muovervi controllate il calendario ufficiale del Comune di Roma, verificate se l'iniziativa che vi interessa richiede prenotazione e tenete presente che in caso di maltempo alcune manifestazioni all'aperto possono essere rinviate o annullate. Meglio lasciare l'auto parcheggiata e muoversi con i mezzi pubblici.

Dormire vicino a tutto

Quando la città si riempie per una ricorrenza, avere una casa intera in zona centrale cambia la giornata: si torna a piedi.