La banchina di una stazione della metropolitana di Roma
La banchina di una stazione della metropolitana di Roma — foto: Blackcat · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva a Roma scopre in fretta che il problema pratico non è scegliere cosa vedere, ma passare da un luogo all'altro senza bruciare la giornata negli spostamenti. La città si attraversa per strati sovrapposti: una metropolitana essenziale, una rete di superficie capillare ma lenta, e moltissimi passi.

Tre linee di metropolitana, una logica semplice

La rete metropolitana di Roma conta tre linee: A, B e C. È una rete piccola per una capitale europea, e la ragione è nota: ogni scavo in questa città incontra prima o poi qualcosa di archeologico, e i cantieri si allungano di anni. Il risultato è una metropolitana che non copre tutto, ma copre bene le direttrici che interessano a chi viaggia.

La linea A attraversa la città da nord-ovest a sud-est e tocca in sequenza l'area vaticana, piazza di Spagna, Barberini, Repubblica, Termini, San Giovanni. La linea B taglia invece la città in direzione nord-est e sud, servendo il versante archeologico — Colosseo, Circo Massimo, Piramide — con una diramazione, la B1, verso i quartieri settentrionali. Le due linee si incrociano in un solo punto, la stazione Termini, che è anche il grande nodo ferroviario cittadino: per questo è quasi sempre affollata e conviene attraversarla con lo zaino davanti. La linea C, la più recente, collega il quadrante sud-orientale al centro e si scambia con la A a San Giovanni; il prolungamento verso l'area dei Fori procede per lotti successivi, quindi conviene verificare lo stato del servizio prima di contarci.

La linea A e la fermata Cipro

Per chi alloggia a Prati, nella zona fra Cipro e i Musei Vaticani, la geografia si semplifica parecchio. La fermata Cipro della linea A si raggiunge a piedi in pochi minuti dal portone e porta in centro senza cambi: si può uscire al mattino, scendere fra le piazze storiche e rientrare a metà pomeriggio senza che il ritorno diventi una spedizione. C'è anche un vantaggio meno evidente: Cipro precede Ottaviano, la stazione più usata da chi visita l'area vaticana, e nelle ore di punta la banchina è spesso meno congestionata. L'ingresso ai Musei, del resto, è raggiungibile a piedi: per la visita più impegnativa del soggiorno non serve alcun mezzo.

Tram e autobus: la rete di superficie

Dove la metropolitana non arriva — ed è gran parte del centro storico — lavorano tram e autobus. I tram romani sono pochi ma utili, concentrati sull'asse che collega Trastevere e il Gianicolo alla zona di largo Argentina, con una linea che ha capolinea a piazza del Risorgimento, a ridosso delle mura vaticane e quindi comoda da Prati.

Gli autobus coprono tutto il resto, comprese le direttrici che dalla stazione Termini portano al Vaticano. Sono affidabili sulle distanze medie e imprevedibili nel traffico dell'ora di punta: conviene usarli quando un quarto d'ora di ritardo non fa danno, e affidarsi alla metropolitana o ai piedi quando c'è un orario da rispettare. Le linee più battute dai visitatori sono anche le più affollate, e l'affollamento è storicamente il terreno di caccia dei borseggiatori: portafogli e telefono vanno in tasche interne, non nello zaino sulle spalle.

Biglietti e abbonamenti: meglio la fonte ufficiale

Il sistema tariffario integra metro, bus, tram e tratte urbane dei treni regionali: lo stesso titolo di viaggio vale su tutti i mezzi dentro la città. Esistono un biglietto ordinario a tempo, titoli giornalieri e multigiornalieri pensati per chi visita Roma, e abbonamenti settimanali o mensili per soggiorni lunghi; su molti validatori è attiva anche la lettura diretta delle carte contactless.

Su questo punto la regola è una sola: non fidarsi dei forum o delle guide stampate qualche anno fa. Tariffe, durata dei titoli e modalità di pagamento vengono aggiornate periodicamente, e le uniche fonti che conviene consultare sono quelle ufficiali di Atac e di Roma Mobilità, dove si trovano anche gli avvisi su scioperi e deviazioni. Vale sempre il principio di base: il titolo va convalidato all'inizio del viaggio, e senza convalida la sanzione arriva anche se il biglietto è stato regolarmente acquistato.

Una buona strategia per la giornata romana: metropolitana per coprire la distanza fra il quartiere e il centro, piedi per tutto il resto. Le distanze fra Pantheon, piazza Navona, Campo de' Fiori e Fontana di Trevi si misurano in minuti di cammino, e cercare un mezzo per accorciarle fa quasi sempre perdere tempo.

A Roma si cammina, e i sampietrini si fanno sentire

Qualunque sia il piano, il mezzo più usato resterà il piede. Il centro storico è un tessuto fitto di vicoli in cui i mezzi pubblici entrano poco e male, e le sue piazze sono legate da percorsi brevi: una normale giornata di visita porta facilmente a diversi chilometri di cammino distribuiti su otto o dieci ore. Non è una fatica se si è attrezzati; lo diventa se ci si mette in tasca un programma da cinque monumenti e ai piedi un paio di scarpe nuove.

Poi ci sono i sampietrini. La pavimentazione storica in cubetti di basalto è bellissima da guardare e ostile da percorrere: superfici irregolari, levigate dall'uso, scivolose dopo la pioggia, con fughe che sono la rovina dei tacchi sottili e delle ruote dei trolley. Chi viaggia con passeggini o valigie rigide lo scopre nei primi cento metri. La contromisura è banale e funziona: scarpe chiuse con suola spessa e flessibile, già rodate prima della partenza, e un secondo paio da alternare.

Si arriva in auto fino al portone

È una delle poche zone centrali di Roma senza ZTL: parcheggio su strada a strisce bianche o blu e autorimessa a circa 100 metri.